sabato 29 dicembre 2012

SAN VITTORE: il Rotary Club Milano Sud partecipa a un'iniziativa del Comune

Una bella idea quella del Rotary Club MILANO SUD: partecipare al finanziamento dell'iniziativa promossa dal Comune di Milano (CELAV, Centro di Mediazione al lavoro del Comune di Milano) per l'acquisto dei kit di primo ingresso destinato a chi accede a San Vittore e non può contare su alcun supporto assistenziale, familiare o sociale.

Il kit di prima necessità ha un costo unitario di venti euro e comprende:
- biancheria intima
- ciabatte per doccia
- calze
- asciugamano
- spazzolino e dentifricio
- shampoo doccia
- fazzoletti di carta

Attualmente il progetto kit è finanziato dal Comune ed è fornito da una cooperativa sociale di tipo B (quelle che svolgono attività finalizzate al reinserimento nel lavoro di persone svantaggiate), che opera in convenzione, occupando detenuti per la realizzazione del prodotto finale, poi distribuito nel carcere di San Vittore. 

Tenendo presente che il CELAV ha consegnato circa 2500 kit nel corso del 2012, il Rotary Club Milano Sud si propone di mantenere  "uno stretto contatto con l'Ente comunale al fine di contribuire a finanziare l'iniziativa e dare notizia della stessa, così da tenere alto il livello di attenzione sulla popolazione carceraria", composta da persone che, a prescindere dagli esiti delle vicende giudiziarie che le riguardano, debbono "potersi rapportare con il mondo detentivo in modo adeguato". 

La partecipazione al finanziamento del progetto per l'acquisto del materiale, l'assemblaggio e la distribuzione del kit all'interno dell'istituto penitenziario è la via scelta dal Rotary Club Milano Sud per consentire a chi entra a San Vittore - e non ha possibilità, almeno sulle prime, di ricevere aiuto dall'esterno - di mantenere un rapporto umano e decoroso con le istituzioni in un momento difficile, come quello dell'ingresso in carcere.

La risoluzione del Club costituisce un'autentica novità perché pone il Rotary in prossimità di una realtà che non contempla interventi di carattere sociale, se non quelli propri di enti e figure istituzionali o religiose. 

"Perché l'iniziativa è rivolta specificamente a San Vittore?",  chiediamo al responsabile del progetto all'interno di Rotary Club Milano Sud, avvocato Andrea Del Corno, che ci risponde: "Perché è qui che vengono condotte le persone in stato di arresto ed è proprio a loro che è dedicato il nostro aiuto.".


sabato 1 dicembre 2012

OSSERVATORIO SICUREZZA LAVORO

E' stato costituito presso il Tribunale di Milano il primo Osservatorio sulla Sicurezza del lavoro (OSL), sulla base di un protocollo di intesa fra il Tribunale, l'INAIL Lombardia e il CPT (comitato paritetico territoriale dell'edilizia - sicurezza in edilizia).

Per quanto consta, è la prima volta che magistrati, tecnici, imprenditori e lavoratori studiano e analizzano questioni, interpretazioni, applicazioni e problematiche operative nella materia della sicurezza del lavoro dopo la riforma del testo unico (D.Lgs. 106/09, di riforma del D.Lgs. 81/08).

All'insegna dell'incontro, della comunicazione e del confronto tra voci e saperi diversi, l'OSL si occupa "di formazione e informazione, di elaborare e raccogliere le migliori esperienze applicative da portare all'attenzione dei datori di lavoro, delle imprese, dei responsabili della sicurezza, dei magistrati, dei lavoratori, delle parti sociali ed enti", raccoglie ed esamina "le decisioni dei Tribunali e Corti d'Italia nonché le principali sentenze della Cassazione".

Dal giugno 2010, l'OSL ha organizzato sei convegni su temi cruciali, come il quadro delle responsabilità a due anni dall'entrata in vigore del T.U. Sicurezza Lavoro (D.Lgs. 81/2008); la sicurezza del lavoro nei cantieri edili; il Decreto 231/2001 e la sicurezza del lavoro, con particolare riguardo alla responsabilità delle imprese; l'azione di regresso dell'INAIL; la sicurezza del lavoro nei cantieri edili; l'amianto.

Alla sezione "convegni" del sito dell'OSL si trovano atti e podcast scaricabili degli interventi svolti in ciascuna occasione.

PalaGius seguirà l'OSL e lo segnala ai propri visitatori.


sabato 24 novembre 2012

DAL DISTRETTO MILANESE: UN FILTRO DI AMMISSIBILITA' PER GLI APPELLI PENALI

In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2012, il Presidente della Corte di Appello, dott. Giovanni Canzio, ha affermato che molto resta ancora da fare "per intervenire sull'efficienza della complessiva struttura giudiziaria nel settore penale della Corte di Appello" e ha richiamato gli indirizzi della Circolare  del C.S.M. relativa alla predisposizione delle tabelle per il triennio 2012-2014, facendo specifico riferimento al paragrafo 34.3 e ai "benefici effetti conseguenti alla preliminare selezione delle impugnazioni, ai fini dell'eventuale immediata declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione a norma dell'art. 591 c.p.p.".

I Presidenti di Sezione sono stati pertanto sollecitati a instaurare il c.d. vaglio preliminare di ammissibilità degli appelli, suscitando - come prevedibile - le vivaci reazioni dell'avvocatura.

La Camera Penale di Milano ha richiamato l'attenzione sulla nuova prassi, organizzando il 16 luglio 2012 un convegno sul tema "L'inammissibilità dell'appello: la redazione e la valutazione dei motivi tra norma e prassi", al quale è stato chiamato a moderare l'avv. Salvatore Scuto (Presidente della Camera Penale di Milano), a introdurre l'argomento il dott. Giovanni Canzio (Presidente della Corte di Appello di Milano), e a intervenire il dott. Luigi Domenico Cerqua (Presidente della V sezione della Corte di Appello di Milano) insieme all' avv. prof. Emanuele Fragasso jr (Professore di Procedura Penale dell'Università degli studi di Padova).

Una relazione del convegno è stata curata dalla dott.ssa Annamaria Appiani per la Camera Penale di Como e Lecco, nella quale si trovano espressi anche gli interrogativi sollevati dalla platea dei presenti, fra i quali: è legittima una pretesa di specificità (dei motivi di appello) a fronte di una sentenza di primo grado generica o carente in punto di motivazione? il vaglio preliminare di ammissibilità introdotto dalla Corte milanese persegue un mero intento deflattivo o realizza un filtro razionale a impugnazioni spesso strumentali (pur consentite de iure condito) e palesemente finalizzate al raggiungimento della prescrizione?

All'indomani del convegno, la Camera Penale di Monza ha costituito un osservatorio distrettuale sulle declaratorie di inammissibilità pronunciate dalla Corte milanese, invitando i propri delegati a raccogliere ogni materiale utile (sentenze di primo grado, appelli, ordinanze o sentenze dichiarative dell'inammissibilità dell'appello), reso disponibile a ogni interessato nella sezione "Osservatorio" del sito.

Dal 14 novembre 2012, vengono invece periodicamente pubblicate sul sito della Corte di Appello di Milano "alcune pronunce della Corte di Cassazione riguardanti ricorsi contro ordinanze della Corte di Appello di Milano, che hanno dichiarato inammissibili appelli per genericità dei motivi.".  

Dal 20 maggio 2013 sono disponibili sul sito della Corte di Appello di Milano tre gruppi di pronunce:
- sentenze di annullamento
- sentenze declaratorie dell'inammissibilità o di rigetto
- ordinanze

Dal 15 maggio 2014 è disponibile su PalaGius la pronuncia della Corte di Cassazione, sez. V, 29 gennaio 2014 (7 maggio 2014) n. 18853/14 (vd. post del 15 maggio 2014).

PalaGius continuerà a monitorare l'andamento della nuova prassi del distretto milanese, ma chiunque può intervenire anche soltanto per aggiornare dati e segnalazioni sull'argomento.

Emanuela Strina, avvocato in Milano.

giovedì 20 settembre 2012

CAMBIO DI PASSO

La qualità del sistema legale e di quello educativo in Gran Bretagna sono stati decisivi perché un'importante società cinese decidesse di investire proprio in quel Paese ben due miliardi di dollari. E' questa la notizia riportata in un commento a un precedente post di questo blog, sulla quale "tutti noi italiani" siamo stati invitati a riflettere.
E' certo che per superare una situazione di crisi come quella che da tempo attanaglia ogni settore della vita economica occorre inventarsi una via. Ma ciò può accadere soltanto assumendo un punto di vista che abbia una certa distanza dal contingente, quella necessaria a vedere le cose sotto un'altra luce.
Oggi il campo della Giustizia italiana è attraversato da molte discussioni che riguardano importanti riforme, ognuna delle quali è chiamata a sciogliere nodi cruciali della vita del nostro Paese (pensiamo a quello della corruzione, una riforma "essenziale per la competitività del Paese" secondo il Ministro Severino, come registrava il Corriere della Sera del 10 settembre).
In questo contesto, i sondaggi pensati e proposti dall'Ordine degli Avvocati di Milano sul funzionamento degli uffici giudiziari e sugli aspetti della professione intrapresa da giovani avvocati (vedi post del 16 settembre) sembrano segnare il cambio di passo necessario, non dettato da logiche prettamente interne all'avvocatura, verso una maggior conoscenza e consapevolezza del mondo giudiziario e delle problematiche che lo coinvolgono.
Gli esiti dei sondaggi - che, come assicura l'Ordine milanese, saranno ampiamente diffusi - forniranno una chiave di lettura preziosa, perché fondata su dati che non provengono dal Ministero, ma da chi opera e accede quotidianamente al settore giustizia, dai quali potranno trarsi considerazioni e soluzioni più immediate, su cui aprire un formidabile confronto, che potrebbe, questo sì, gettar nuova luce sulle molte questioni sul tappeto.
In tal senso, sarebbe auspicabile - e mi piace lanciare l'idea da questo blog - che tutti gli Ordini forensi seguissero l'esempio di quello milanese al fine di creare una tavola rotonda, ampia quanto variegata, all'insegna di un new deal per un approccio finalmente condiviso e plurale ai temi che riguardano da molto vicino ciò che accade all'interno dei Palazzi di Giustizia.

Emanuela Strina, avvocato in Milano

domenica 16 settembre 2012

ACCADE A MILANO

L'Ordine degli Avvocati di Milano ha promosso due sondaggi "in un'ottica di costante miglioramento della qualità del servizio Giustizia offerto ai cittadini e con l'intento di fornire adeguato sostegno all'avvio della carriera professionale dei giovani professionisti".
Il primo sondaggio riguarda il funzionamento degli uffici giudiziari. 
Viene infatti lanciata la proposta a tutti gli iscritti milanesi di prestare il proprio contributo alla positiva collaborazione, invero da tempo avviata dall'Ordine, con le autorità giudiziarie milanesi, segnalando non solo disservizi riscontrati e disguidi subiti, ma anche esempi di eccellenza rilevati nel rapporto con gli uffici giudiziari.
La segnalazione include la possibilità di avanzare proposte e/o prospettare soluzioni e suggerimenti volti a rendere più rapido ed efficiente il servizio giudiziario.
Il secondo sondaggio riguarda i giovani avvocati che hanno intrapreso la professione. Mira a raccogliere richieste di assistenza e di consigli, segnalazioni  di problematiche e questioni proprie dell'avvio della carriera professionale sotto il profilo economico e amministrativo, esigenze di orientamento e indirizzo su argomenti di deontologia, previdenza, formazione e ogni altra tematica afferente la professione.
Si può partecipare a entrambe le indagini compilando il modulo all'uopo predisposto e reperibile sul sito internet dell'Ordine milanese.
E' promessa ampia diffusione dell'esito di entrambi i sondaggi. 

sabato 15 settembre 2012

LA REVISIONE DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

Nel Supplemento Ordinario n. 185 alla Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2012 sono stati pubblicati i decreti legislativi del 7 settembre 2012 nn. 155 e 156 rispettivamente rubricati come "Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148 (12G0177)" e "Revisione delle circoscrizioni giudiziarie - Uffici dei giudici di pace, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148 (12G0176)".
E' stata così sancita la riforma riguardante la riorganizzazione della distribuzione del territorio degli uffici giudiziari in attuazione della delega conferita con la legge per la stabilizzazione finanziaria n. 148 del 2011 del precedente Esecutivo.
Nel corso dell'audizione in commissione Giustizia della Camera sulla revisione della geografia giudiziaria, il ministro Severino ha spiegato che "Il governo ha operato per recuperare risorse. Si è lavorato per mesi. Ma si è cercato un punto di equilibrio per assicurare una adeguata copertura dell'amministrazione della giustizia sull'intero territorio.".
Il guardasigilli ha decisamente respinto il rimprovero di aver compiaciuto alcune istanze politiche, negando che le pressioni politiche abbiano rappresentato lo stimolo del provvedimento e ricordando che il parere espresso dalle commissioni parlamentari sui contenuti dei decreti legislativi non è vincolante per il governo.
Rispondendo ai deputati che avevano sollevato i casi dei Tribunali di Chiavari, Bassano del Grappa e Tolmezzo - dove le sedi sono state costruite di recente o non ancora inaugurate - e che hanno chiesto se la soppressione di questi uffici giudiziari non comportasse uno spreco di denaro pubblico, il ministro ha risposto "Mi chiedo perché il denaro è stato speso in quel modo per la costruzione di nuovi tribunali. Non voglio essere polemica. Ma sono andata a vedere quei tribunali e mi sono chiesta perché sono stati costruiti con quel dispendio di risorse, dal momento che i numeri dicevano che erano suffìcienti i tribunali già esistenti." (ASCA - Roma, 13 set.).
In un comunicato stampa del 12 settembre, il CNF ha dato conto di una riunione, tenutasi alla vigilia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi di attuazione della delega relativa alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, tra i rappresentanti del Consiglio Nazionale Forense e dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per proporre un progetto di organizzazione del lavoro giudiziario e amministrativo, sia in termini di articolazione territoriale che nell'ambito del tribunale; "unica strada efficace, sono convinti CNF e ANCI, per superare i problemi dell'inefficienza, dei ritardi e dei costi della giustizia, al posto di un intervento di soppressione di uffici fatto sulla carta.".
"Il primo passo concreto che CNF e ANCI faranno è quello di definire un piano di risparmio, attraverso la razionalizzazione della spesa sostenuta dai Comuni per la giustizia, che produca una riduzione complessiva del 10% dei costi dell'intero comparto dei tribunali sub-provinciali e delle sezioni distaccate, superiore quindi alla riduzione di costi che il Governo punta a ottenere sopprimendo invece, con tagli lineari, molti uffici giudiziari. Tentativo che il Ministero della giustizia si è ben guardato dal fare, procedendo invece alla secca riduzione del 30% degli stanziamenti pubblici per il finanziamento degli uffici giudiziari."

PalaGius
[sull'iniziativa congiunta CNF e ANCI, cfr. post del 28 luglio]

martedì 4 settembre 2012

Avvocati così?

In Primo Piano, a pagina 6 del Corriere della Sera del 29 agosto, sotto il titolo "Le riforme e le resistenze delle lobby", nella scheda dedicata a "Le professioni", si legge: 
"Gli avvocati hanno avversato riforma delle professioni, mediazione, abolizione delle tariffe, taglio dei tribunali, ingresso di capitale esterno nelle società per professionisti". 
Si riconoscono davvero, gli avvocati, in queste parole?